Antonio Scardino

Dr. Antonio Scardino

Sono nato a Roma il 17 Marzo del 1968. Ho vissuto dalla nascita alla laurea al quartiere Magliana, in una famiglia di proletari poi imborghesiti con il passare degli anni. In casa mia, negli anni settanta c’è stata una comune marxista leninista. Oggi siamo professionisti della borghesia medio-alta. Sono cresciuto fra i libri di psicologia dei miei genitori e nella cultura tipica del Sud, per la quale quello che non si vede è importante quanto quello che si vede. Ho intrapreso gli studi di medicina il giorno che ho detto a mio padre di volermi iscrivere a Psicologia e lui mi ha manipolato fino al punto di farmi cambiare idea. Dopo la laurea in medicina sono partito militare come ufficiale di fanteria d’assalto e poi per gli stati uniti, per due anni, al National Cancer Institute del National Institute of Health di Bethesda (Maryland). Ho quindi trascorso circa otto anni a Parigi, all’Institut Pasteur, dove ho conseguito un dottorato in immunologia dei tumori. Oggi ho quarantasette anni, sono sposato con Giulia e ho tre figli: Jacopo, Marco e Ettore; sono medico di famiglia a Sirolo, una bellissima città delle Marche.

Le cose che so fare meglio sono le stesse di quando ero bambino: camminare, guardare, ascoltare, stare in mezzo alla gente, viaggiare, fuggire via, chiedermi sempre il perché delle cose… Scrivere.

Adoro le sale d’aspetto: mi affascina l’incredibile potenziale che emana da esse.

2410 2016

Luigi

ottobre 24th, 2016|0 Comments

Corra dottore, mio fratello sta male! Metto il cartello di visita urgente ed esco con la borsa. Alla porta c’è la madre con una mano sul viso, i due fratelli sono nel corridoio. Luigi è sdraiato sul letto. C’è odore di pannolone non cambiato da troppo tempo. E’ magro come un chiodo, pallido, pieno di escoriazioni, il viso scavato, gli occhi lucidi di uno sguardo un po’ perso, ma decisi […]

2609 2016

Silvana

settembre 26th, 2016|0 Comments

Silvana è immobile da anni. Respira, defeca, rantola e qualche volta muove gli occhi. La figlia dice di averla sentita parlare l’ultima volta nel 2001. Ha 79 anni e il Parkinson all’ultimo stadio. Tiene le mani arrotolate sul ventre e le gambe distese rigidamente in una posa sghemba. Carlo, il marito faceva il camionista, adesso guarda la televisione con le cuffie e maltratta tutti. Le figlie mi dicono di essere […]

707 2016

Quasi Elisa

luglio 7th, 2016|0 Comments

La prima volta che ho visto Davide in ambulatorio è stato di sfuggita. Attendeva per fare le prescrizioni con la segretaria, mi guardava di sottecchi. Pantaloni di cotone bianco, infradito di cuoio, camicia nera larghissima, lasciata cadere fino alle ginocchia; un lieve effetto era per me la sua voce suadente in lontananza, lo sguardo dolce, un abbozzo di seni sotto il tessuto e i capelli ricci e lunghi, raccolti dietro […]

1506 2016

Franca e Alberto

giugno 15th, 2016|0 Comments

Ma io scrivo un a bella lettera!
Il Lunedì c’è sempre più concitazione. La mattinata è partita forte da subito. La sala d’aspetto è stracolma. Si parla e si ride un poco con chi ho davanti, faccio le mie prescrizioni, do qualche consiglio, saluto. Il tempo che la porta divisoria si chiude per riaprirsi è infinitamente piccolo; dalla sala d’aspetto colma di vocio e respiri arriva Franca e appena entra in ambulatorio mi torna […]

806 2016

Sabrina F.

giugno 8th, 2016|0 Comments

Sabrina F. non parla più da cinque anni a questa parte. Ho impiegato sei mesi per capire cosa volesse dire fra i denti, con quei suoi occhi color nocciola, sgranati – cercando di non perdermi fra i solchi profondi delle guance e le labbra contorte dalla violenza dello sforzo, di non lasciarmi distogliere dalla trama di tendini del collo, tesi fino allo spasimo nel tentativo di dare un suono, una parola. […]

106 2016

Irina

giugno 1st, 2016|0 Comments

Dramma in atto unico

Sbircio la sala d’aspetto durante una piccola pausa di mezza mattina: vedo un paio di vecchie conoscenze e poi Irina – è con Masha, la figlia piccola, che saltella fra le sedie e corre fuori in giardino. La pancia di Irina è cresciuta notevolmente, mancheranno forse tre o quattro settimane all’arrivo del fratellino di Masha. Loro non mi vedono. Ridono, parlano amabilmente, c’è pieno di sorrisi e […]